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Deforestazione: Agus Purnomo e Yani Saloh, Assistenti Particolari del Presidente dell'Indonesia, ci parlano di come salvare la Foresta Pluviale

Scritto da Claudia Zucca il 13.07.2010

Segue da: “Un piano dell’Indonesia per salvare la foresta pluviale” (leggi)

Alla fine dell’anno scorso l’Indonesia ha finalmente preso sul serio l’obiettivo di ridurre la distruzione della propria foresta pluviale. Tra il 1990 ed il 2005 sono stati distrutti circa 28 milioni di ettari (108.000 miglia quadrate) di foresta e questo fenomeno è la fonte ci circa l’80% delle emissioni di gas serra del paese. Rhett A. Butler (mongabay.com) ha intervistato i segretari particolari del presidente dell’Indonesia.

mongabay.com: Ora che la Norvegia ha messo un miliardo sul tavolo, i politici e gli altri decisori importanti vedono la conservazione delle foreste come un’opportunità piuttosto che come un interesse specifico degli ambientalisti?

Agus Purnomo and Yani Saloh: La risposta breve è sì. La collaborazione con la Norvegia ha, in un certo senso, cambiato la percezione della conservazione delle foreste. Ci saranno guadagni per diverse agenzie di governo e comunità locali nel conservare le foreste vergini e le piane di torba. Comunque, sono necessari finanziamenti immediati per cavalcare l’onda ed andare in questa direzione sostenibile.

mongabay.com: Quali sono i piani di spesa per i soldi Norvegesi? E per quanto riguarda il lungo periodo (per esempio il 2020)?

Agus Purnomo and Yani Saloh: I fondi verranno usati per accelerare la crescita degli investimenti indonesiani nello sviluppo verde, e per dare un capitale ad una serie di iniziative, compreso un micro-finanziamento per progetti di sviluppo delle comunità locali, per l’incremento della sostenibilità e del profitto nelle piccole piantagioni nonchè per incentivare gli industriali di olio di palma ad usare aree con il suolo già degradato per sviluppare nuove piantagioni.

Il programma si articola in una serie di progetti pilota da svolgersi nei prossimi anni, dislocati in un numero di province selezionate, prima di estenderlo al livello nazionale. Durante il primo livello che comprende la fine di quest’anno, verrà fondata una nuova agenzia -una che dipenda direttamente dal presidente. Questa nuova agenzia riceverà fondi dalla società delle nazioni aderenti che si chiama REDD-Plus, affinchè si assegni una priorità ai progetti e si organizzino gli sforzi a livello di governi nazionale, regionale e locale. Per assicurarsi che il programma REDD-Plus dia beneficio alle comunità di persone che abitano le foreste, questa nuova agenzia includerà dei delegati sia del governo centrale che di quello locale, delle organizzazioni della società civile e delle comunità locali.

Un’istituzione indipendente chiamata MRV verrà creata per monitorare, rendicontare e verificare le emissioni e la riduzione di queste. Ulteriori sforzi includeranno il rinforzo delle leggi sulla silvicoltura, la creazione di un database dei territori degradati e un miglior processo di pianificazione della selezione dei terreni per il possesso per evitare i conflitti generati dalle appropriazioni.

Più specificamente esiste una Dichiarazione di Intenti che sancisce il diritto delle comunità locali di partecipare all’amministrazione di una economia low-carbon (a bassa emissione di gas serra), all’agenzia responsabile per il programma REDD+ e all’attribuzione dei pagamenti. Il loro ruolo sarà sancito dalla volontà della società civile. Loro avranno accesso allo sviluppo dei piani per il low carbon a livello provinciale, inclusi i primi progetti pilota. Il supporto delle comunità locali è il cuore dello sviluppo economico, e noi riconosciamo anche che le comunità locali giocano un ruolo unico nella prevenzione della deforestazione e nella organizzazione dell’ambiente.

mongabay.com: Sembra che la moratoria abbia colto parecchie persone di sorpresa – è questo il motivo per cui i ministri rilasciano dichiarazioni contrastanti?

Agus Purnomo and Yani Saloh: Non ci sono messaggi contrastanti. La moratoria è rivolta solo alle nuove concessioni sulla foresta vergine e le piane di torba, per due anni. Le notizie che sostengono che il governo abbia il “grilletto facile” nel cancellare le concessioni esistenti sono fuorvianti. Quelli che stanno reagendo a queste notizie sono in errore o forse hanno in mente l’interesse di utilizzare le piane di torba rimanenti o di prendere il legname dalla foresta vergine col pretesto di sviluppare l’economia dell’olio di palma o delle piantagioni di legname.

Le compagnie serie che si occupano di silvicoltura e piantagioni supportano questa politica di moratoria, che è entrata in azione negli scorsi otto mesi. Ci sono certamente, le minoranze calde, composte dai membri delle compagnie di olio di palma e di legname, che si comportano come dei qualsiasi gruppi di interesse presenti nella società. Noi ci auguriamo che un dibattito salutare e aperto, canalizzato dai media, riesca a far si che questi tentativi permettano di migliorare le strategie di amministrazione sostenibile delle foreste e di attività agricola sostenibile, e che il governo le implementi seriamente negli anni a venire.

mongabay.com: Avete qualche puntualizzazione da fare sulla condizione delle concessioni forestali già esistenti in relazione alla moratoria? C’è la possibilità di permettere ai proprietari di scambiare le loro proprietà con aree di foresta vergine?

Agus Purnomo and Yani Saloh: La moratoria sulle nuove concessioni sarà attiva dal 2011. In questa fase l’Indonesia introdurrà una moratoria di due anni sulle concessioni emergenti per la conversione delle piane di torba e della foresta vergine. Qualsiasi attività commerciale incluse le piantagioni, le attività estrattive o l’agricoltura che sono ora permesse, prima del 2011 saranno escluse dalla moratoria. Potranno perciò continuare con le loro attività ma dovranno comunque sottostare alla legislazione precedente ad esempio le restrizioni sulla conversione delle piane di torba profonde più di tre metri.

Le industrie forestali, l’amministrazione delle foreste e le attività agricole possono continuare con le loro attuali licenze. Per la loro espansione pianificata, il governo fornirà informazioni sulle aree di foresta degradata disponibili e sulle aree non forestali in cui questo sviluppo potrà aver luogo.

La cooperazione internazionale, come quella tra Indonesia e Norvegia, può aiutare ad incrementare la sostenibilità della produzione di olio di palma spostando le aree industriali in aree fertili ma già danneggiate e deforestate.

Ci sono politiche di implementazione dettagliate che il governo svilupperà in collaborazione con le industrie e la società civile, per utilizzare le aree di foresta degradate per l’espansione di concessioni agricole e forestali, compresa la possibilità di scambiare le terre con concessioni già esistenti.

(…)

mongabay.com: Obama ha di recente cancellato il suo viaggio in Indonesia. Nonostante questo, che ruolo possono giocare gli Stati Uniti nel programma di protezione delle foreste?

Agus Purnomo and Yani Saloh:

Ci sono molte cose che gli Stati Uniti possono fare per l’Indonesia per promuovere la protezione delle foreste e le iniziative sul clima, come: creare dei centri di ricerca regionali sui cambiamento climatici che possano fornire supporto scientifico tecnico e organizzativo per i cambiamenti climatici e gli sforzi di adattamento. La discussione tra Stati Uniti e Indonesia è aperta sulla fondazione di un Centro Regionale sui cambiamenti Climatici che potrebbe essere un supporto concreto per rinforzare il REDD+ e portare le emissioni al 26% nel 2020.

Gli Stati Uniti possono anche fornire dati e supporto tecnico attraverso le loro pre-esistenti agenzie di rilevazioni e mappatura, come la NASA e la USGS, per supportare la MRV che sarà creata. Infatti questi apporti di materiale e dati possono dare credibilità e accuratezza all’MRV, che contribuirà a sua volta ad incrementare il REDD+ e altre azioni in merito.

Un altro possibile supporto degli Usa è la diffusione alla comunità e ai governi locali delle informazioni sul lavoro del REDD+ e del MRV in merito alle foreste e alle piane di torba. Attraverso questi interventi reali sul territorio possiamo davvero prevenire la deforestazione, il degrado, gli incendi, e la conversione illegale dei territori.

(…)

Intervista gentilmente concessa da Rhett A. Butler (mongabay.com)
Traduzione e adattamento: Claudia Zucca
14 Giugno 2010

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