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BP corre ai ripari, cercando di contenere la fuoriuscita del petrolio dal pozzo nel Golfo del Messico

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.04.2010

Petrolio in mare nel Golfo del MessicoUSA – Con il petrolio che continua a sgorgare dai fondali del Golfo del Messico, le autorità stanno cercando di contenere la catastrofe che minaccia di danneggiare l’ecosistema sulle coste di Mississippi e Louisiana.

L’impianto di perforazione Transocean Deepwater Horizon è esploso il 20 aprile, 210 chilometri a sud-est di New Orleans, ferendo 17 operai, con 11 persone ancora tra l’elenco dei dispersi. L’impianto di perforazione è successivamente affondato la mattina del 22 aprile, causando  una chiazza di di 900 chilometri di greggio, che ora si trova a 80 chilometri al largo della costa della Louisiana.

Probabilmente la causa della rottura deve essere stata un improvviso sbalzo di pressione del petrolio nel sottosuolo, che ha causato il riversamento del petrolio fuori dal pozzo sottomarino nell’acqua del Golfo del Messico. In eventi come questi, entra in funzione in modo automatico un dispositivo che serve a prevenire lo scoppio (BOP).

Evidentemente, il BOP non si è attivato e la British Petroleum (BP) non ha ancora spiegato come sia potuto succedere. ‘Un fallimento del BOP è raro’, ha detto Greville Williams, specialista di energia presso IHS, un’importante società di consulenza ambientale.  ‘Posso solo ipotizzare quale possa essere stata la causa della mancata chiusura del disconnettore di scoppio, ma la perdita di fluidi idraulici o il non corretto dimensionamento sono due possibilità.’

I BOP sono valvole di grandi dimensioni montate sull’imboccatura di un pozzo, utilizzate per interrompere il flusso di petrolio nel caso in cui di zone di fluido ad alta pressione che si formano sotto la superficie tendano improvvisamente ad uscire. Le conseguenze della mancata chiusura della valvola d isicurezza è sotto gli occhi di tutti: rottura delle condotte e danni alla stazione di pompaggio o trivellazione. Transocean ha detto che il fallimento è tuttora oggetto di indagine e che l’incidente sembra essere ‘completamente unico’.

BP, che ha affittato la piattaforma Horizon Deepwater da Transocean, ha ora inviato dei sommergibili teleguidati per chiudere il BOP manualmente.

Se i robot sottomarini non riusciranno nel compito, BP prevede di creare a tempo di record pozzi di soccorso per controllare il flusso del pozzo principale. Attraverso questi fori si inietta un liquido pesante per interrompere il flusso di petrolio o di gas e permettere ai tecnici di sigillare definitivamente il pozzo.

Macchia di Petrolio nel Golfo del Messico - Fonte ESAL’immagine del satellite Envisat della marea nera, che il 27 Aprile ha fatto il giro del mondo, (la chiazza è visibile come un vortice scuro in basso a destra) mostra quanto sia pericoloso per il delta del Mississippi questo incidente, che rischia di diventare il peggior disastro ambientale mai verificatosi nel Golfo del Messico.

Finora, la squadra  che si occupa del recupero del petrolio in mare ha recuperato 43.384 litri di una miscela olio-acqua. Vengono utilizzate per l’operazione 49 imbarcazioni, tra cui rimorchiatori, chiatte e navi per il recupero.

Gli ingegneri stanno anche cercando di implementare una cupola gigante, che è attualmente ancora in fase di progettazione, per contenere la fuoriuscita di petrolio e che pompa acqua contaminata in serbatoi posti sulla superficie. Strumenti simili sono stati utilizzati in seguito all’uragano Katrina per contenere le perdite di petrolio dagli impienti costieri.

‘Stiamo attaccando questo problema su due fronti – all’imboccatura del pozzo e in superficie, in mare aperto’, ha detto Tony Hayward, Group Chief Executive di BP. ‘La squadra sul campo e quella in mare hanno tutte le risorse del gruppo a loro disposizione.’

I funzionari hanno detto che si sta anche esaminando la possibilità di bruciare il petrolio recuperato per accelerare lo smaltimento. La Guardia Costiera ha avvertito che la marea nera potrebbe diventare uno dei peggiori disastri nella storia degli Stati Uniti.

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  • adriano corelupi scrive:

    Ma il petrolio non è allo stato solido prima dell’estrazione? Se sì
    come mai sgorga con tanta facilità ed abbondanza?

  • ignazio scrive:

    Potrebbe essere utile calare da una piattaforma una serie di tubi con dei captatori(una specie di campana) nei pressi della falla mediante cavi di acciaio, quindi inccanalare il petrolio aspirando mediante delle pompe immerse. La depressione poterebbe convogliare una buona quantità di petrolio misto ad acqua da immettere nelle cisterne di navi. Il sistema no fermerebbe la fuoriuscit, ma limiterebbe la dispersione del del petrolio.

  • ruini marco scrive:

    secondo la mia modesta opinione, bisognerebbe far cadere una quantità di sacchi di cemento in polvere confezionato con sacchi di carta della resistenza necessaria a raggiungere il fondale, i quali si adagierebbero sul fondo ricoprendo la falla e di conseguenza si indurirebbero formando un blocco di cemento fermando la fuoriuscita del petrolio. pensateci!