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Nuove stime per gli aumenti globali delle temperature medie

Scritto da Leonardo Debbia il 12.07.2017

I ricercatori dell’Università di Harvard hanno probabilmente risolto il conflitto sulle stime dei valori che avrebbe potuto raggiungere il riscaldamento della Terra, qualora la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera fosse raddoppiata rispetto alla concentrazione attuale.

Il conflitto, che metteva in gioco diverse metodologie di conteggio per le future temperature, calcolate dai modelli climatici, dalle medie delle temperature dei climi passati e dalle escursioni delle osservazioni storiche, aveva impedito al Pannello Intergovernativo delle Nazioni Unite (IPCC) di fornire, nella sua più recente relazione, una stima più accurata di quanto potrà riscaldarsi mediamente il nostro pianeta in conseguenza di un quantitativo doppio di CO2 nell’aria.

Gli studiosi di Harvard hanno scoperto che il valore relativamente piccolo dell’innalzamento della temperatura (da 1 a 3 gradi centigradi) stimato dalle osservazioni storiche, non teneva conto dei modelli di riscaldamento sul lungo termine.

Quando si prendono in considerazione questi modelli, si scopre che i valori delle temperature possono rientrare in un intervallo più ampio di valori (da 1,5 a 4,5 gradi Celsius), e che sono possibili anche valori più alti, forse fino al raggiungimento dei 6 gradi.

La relativa ricerca è stata pubblicata su Science Advances.

E’ ormai accertato che parti diverse del pianeta si riscaldano a velocità diverse. Ad esempio, le masse continentali dell’emisfero settentrionale si riscaldano molto più velocemente delle acque negli oceani dell’emisfero meridionale.

Questo è un dato di fatto, rilevabile anno per anno.

“Il modello storico del riscaldamento prevede che la maggior parte di esso abbia interessato ed interessi tuttora le masse continentali, in particolare quelle dell’emisfero boreale”, conferma Cristian Proistosescu, autore leader dell’articolo. “Questo modello di riscaldamento, conosciuto come ‘modalità di riscaldamento veloce’, tiene conto dell’immissione di CO2 nell’atmosfera terrestre, prevedendo che le masse continentali dell’emisfero settentrionale si riscaldino molto rapidamente”.

Esiste tuttavia anche una ‘modalità di riscaldamento lento’, che può richiedere secoli per manifestarsi.

Questa seconda forma di riscaldamento, che riguarda soprattutto l’Oceano Meridionale e il Pacifico Equatoriale Orientale, viene fornita da processi di retroazione positiva che amplificano l’effetto riscaldante.

Sulla Terra, un esempio di retroazione positiva (o feedback positivo) si verifica quando gli oceani si riscaldano, la copertura nuvolosa diminuisce e una superficie riflettente bianca (ad esempio, la copertura di ghiaccio di un periodo glaciale) viene sostituita da una superficie scura (un periodo di ritiro dei ghiacci) che, per il fatto di assorbire luce e calore, contribuisce a sua volta ad un innalzamento della temperatura.

I ricercatori hanno sviluppato un modello matematico per analizzare le due diverse modalità in differenti modelli climatici.

“I modelli simulano un processo di riscaldamento come quello attuale, ma indicano anche che forti retroazioni avvengono allorché l’Oceano Meridionale e il Pacifico Equatoriale Orientale abbiano la possibilità di riscaldarsi, incrementando le temperature rispetto ai valori che potrebbero essere semplicemente estrapolati dai dati del riscaldamento avvenuto fino a quel momento”, sostiene Peter Huybers, docente di Scienze della Terra e dei pianeti alla John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences (SEAS), co-autore dell’articolo.

Huybers e Proistosescu hanno scoperto che, mentre la modalità del riscaldamento lento contribuisce notevolmente alla quantità massima di riscaldamento globale, viene però tenuta di poco conto nei modelli di riscaldamento attuali.

“Le osservazioni storiche ci fanno comprendere molto meglio i meccanismi dei cambiamenti climatici e sono una prova di riferimento per i nostri modelli”, commenta Huybers. “Non esiste tuttavia una perfetta analogia con i cambiamenti reali che stanno sopraggiungendo anno dopo anno”.

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