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Dirigenti di BP, Transocean e Halliburton ascoltati a Washington sul disastro nel Golfo del Messico

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 13.05.2010

Il Congresso degli Stati Uniti ha chiamato l’11 maggio BP ed i suoi partner nella perforazione del pozzo nel Golfo del Messico per interrogarli su una “serie di fallimenti” dietro lo sversamento di petrolio in corso dal 20 aprile scorso, la catena di eventi causatisi alla sommità del pozzo poco prima dell’esplosione nell’impianto di perforazione che gererò la rottura catastrofica alla base del pozzo. Ci sembra interessante riportare una sintesi di quello che è emerso durante l’udienza dei rappresentanti delle compagnie coinvolte nell’incidente.

Nell’interrogatorio faccia a faccia del Senato, i parlamentari hanno rimproverato i dirigenti delle tre società al centro della fuoriuscita sui tentativi di addossarsi la colpa a vicenda ed è stato chiesto loro di spiegare perché non si sono fatti trovare meglio preparati per scongiurare l’incidente.

“Voglio essere molto chiaro”, ha detto Lamar McKay, presidente della BP America, durante l’audizione. “Responsabilità, colpa, errore – mettiamoli qui sopra». Ha detto: “Il nostro obbligo è quello di affrontare la catastrofe, pulire e verificare che l’impatto di tale fuoriuscita sia compensato, e lo stiamo facendo”.

Per “qui sopra”, McKay intendeva il tavolo al quale i dirigenti di BP, Transocean e Halliburton erano seduti spalla a spalla durante la testimonianza. E nonostante il suo riconoscimento di responsabilità, ogni azienda ha difeso le proprie operazioni e ha sollevato dubbi circa le colpe dei suoi partner nella vicenda.

I legislatori hanno comparato la calamità con alcuni dei più famigerati incidenti nella storia, dallo spazio al mare, nella prima inchiesta del Congresso da quando l’esplosione del 20 aprile ha provocato la fuoriuscita, tuttora inarrestabile. Nella sala affollata dell’udienza erano presenti anche otto giovani attivisti seduti in protesta silenziosa, con magliette nere che dicevano: “l’energia non dovrebbe costare vite umane”. Molti avevano macchie nere dipinte sotto gli occhi a simboleggiare lacrime formate da petrolio.

Il senatore Jeff Bingaman, presidente dell’Agenzia per l’energia e le risorse naturali del Comitato, ha detto: “Se questo è come gli altri guasti catastrofici di impianti tecnologici nella storia moderna come l’affondamento del Titanic, del Three Mile Island o la perdita dello Shuttle Challenger, scopriremo probabilmente che c’è stata una catena di fallimenti, di errori umani e di buchi nella regolamentazione.”

L’addossarsi reciproco di responsabilità ha causato un ammonimento da parte del senatore repubblicano Lisa Murkowski, proveniente dall’Alaska (stato ricchissimo di petrolio): “siamo tutti sulla stessa barca” nel tentativo di riconvertirci dal petrolio verso modalità più sicure per produrre l’energia.

“Questo incidente ci ha ricordato la dura realtà, che la produzione di energia non sarà mai priva di rischi o conseguenze ambientali”, ha detto. Eppure, ha detto, “non ci saranno più scuse” se gli operatori si ritroveranno in futuro a violare la legge.

La mancata risoluzione del problema della perdita sta aumentando la pressione da parte degli Stati  interessati del Golfo e dalla Casa Bianca.

“Il presidente è arrabbiato per tutto, il Presidente è arrabbiato con tutti, perché non abbiamo ancora interrotto la perdita di petrolio”, ha detto il portavoce Robert Gibbs. “‘Tutti’ include anche noi (dello staff presidenziale) e tutti coloro che sono coinvolti in questo problema.”

Dopo un accumulo di idrati che ha fatto fallire un piano durante il fine settimana per dirottare la maggior parte delle perdite il un’enorme cupola di contenimento da 100 tonnellate, una seconda scatola più piccola è scesa in acqua martedì verso il pozzo. La scatola è stata lentamente sommersa verso il fondo marino, ma non sarà posta sulla perdita di petrolio subito. Il portavoce di BP,  Bill Salvin, ha detto che gli ingegneri vogliono assicurarsi che tutto sia configurato correttamente per evitare un accumulo di idrati.

Salvin detto che un robot sottomarino posizionerà la cupola entro giovedì (oggi).

Implicazioni della crisi ambientale si sta riversando sull’atteggiamento nei confronti vi varie leggi che stanno per essere discusse sul cambiamento climatico e sulla normativa energetica. Il disegno di legge dei senatori John Kerry e Joe Lieberman propone di lasciare agli Stati costieri la possibilità di veto su progetti di trivellazione al largo delle coste degli stati confinanti, se riescono a dimostrare il potenziale pericolo.

I senatori hanno chiesto assicurazioni da BP sul pagamento – che potrebbe ammontare a miliardi di dollari – dei danni economici e ambientali. McKay più volte detto che la sua azienda dovrebbe pagare per i costi di pulizia e per tutte le “legittime” richieste di risarcimento danni, cercando di non limitarsi al limite di 75 milioni dollari, che sarebbe il tetto massimo che BP sarebbe tenuta a pagare (ma che comporterebbe gravi danni alla sua immagine e ripercussioni politiche).

BP è il proprietario del pozzo esplorativo e l’operatore globale, Transocean è proprietaria dell’impianto di perforazione e Halliburton un subappaltatore che ha costruitol’imboccatura di cemento che collega il pozzo a quello che doveva essere il futuro oleodotto.

L’esplosione si ritiene sia iniziata con un aumento del gas metano dall’interno del pozzo, e mentre la causa è ancora in fase di indagine, la testimonianza di martedì  ha fornito alcune indicazioni su ciò che potrebbe essere successo.

Il senatore repubblicano Jeff Sessions dell’Alabama ha più volte perso la pazienza durante l’udienza nei confronti dei dirigenti sul perchè gli ingegneri abbiano sostituito “un composto a base di fango pesante con acqua di mare, molto più leggera – riducendo in tal modo una pressione al ribasso sul petrolio – quando hanno tappato il sito per lo sfruttamento futuro. Ha citato un lavoratore della piattaforma petrolifera dicendo: “Questo è il motivo per cui il pozzo è esploso, in fondo.”

“Non sono a conoscenza della procedura sul pozzo specifico”, ha detto BP McKay.

Steven Newman, presidente e CEO di Transocean e Tim Probert, dirigente di Halliburton,  hanno ripetutamente detto a Sessions che non sapevano quante volte l’acqua di mare era stata messa al posto del composto a base di fango pesante nella procedura usata per sigillare i pozzi del Golfo del Messico.

“Ma fate o no questo lavoro?” il senatore richiesto. “Lei è sotto giuramento. Sto facendo una domanda molto semplice.”

Il democratico del New Jersey Frank Lautenberg ha osservato, durante altre udienze nel corso della giornata: “La conclusione che ne traggo è che nessuno si assume la responsabilità.”

McKay ha detto che un componente chiave nell’equipaggiamento di sicurezza, il disconnettore di scoppio (BOP), non aveva funzionato e ha precisato che era di proprietà di Transocean. “Questo era il componente che doveva assicurare la messa insicurezza dell’impianto in caso di incidente”, ha dichiarato McKay.

Ma Newman, di Transocean, ha replicato che i progetti di produzione offshore “iniziano e finiscono con l’operatore, in questo caso BP” e che la sua società di perforazione ha completato il suo lavoro tre giorni prima l’esplosione e non c’è “alcun motivo per ritenere” che i meccanismi di protezione dei getti di gas non abbiamo funzionato.

E Newman ha tenuto a far sapere ai senatori che Halliburton stava ancora colando il cemento nel tubo per collegarlo alle tubazioni in superfice, ma il tappo definitivo sul pozzo non era ancora stato posizionato al momento dell’incidente.

Probert, di Halliburton, si è discolpato dicendo che la sua azienda ha seguito alla lettera il piano di perforazione di BP, i regolamenti federali e le pratiche dell’industria mineraria. (fonte CNN)

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  • RUSSO BRUNO scrive:

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