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L’UE sostiene il Santuario dell’Artico proposto da Greenpeace

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 13.03.2014

Se siete fra i 5 milioni di firmatari della proposta di Greenpeace per la creazione di un Santuario nell’Artico sappiate che il Parlamento europeo è d’accordo con voi. Ieri infatti è stata approvata una risoluzione a sostegno della protezione dell’Artico, un sostegno estremamente rilevante per la campagna che Greenpeace conduce da mesi e che ha portato anche nelle carceri russe alcuni giovani attivisti della ONG.

Crediti: Greenpeace

Crediti: Greenpeace

Con l’istituzione di un’area protetta sarebbero vietate le prospezioni petrolifere e la pesca industriale.
Con lo scioglimento dei ghiacciai nuove rotte commerciali si stanno aprendo e nuove possibilità di perforare la Terra alla ricerca di gas e petrolio. Tutte queste attività avrebbero impatti devastanti per gli ecosistemi dell’Artico, che già subiscono gli effetti dell’aumentato traffico commerciale, così come si sta iniziando a documentare per i cetacei.

In più, sottolinea Greenpeace, l’Artico è già minacciato dai cambiamenti climatici. Gli effetti sugli orsi polari sono già tristemente noti e lo scioglimento dei ghiacci sta già provocando dei mutamenti nelle abitudine riproduttive e di caccia di molte specie. Tutto questo, spiegano da Greenpeace, è stato causato dall’emissioni di gas serra; la prospezione alla ricerca di petrolio non farebbe altro che alimentare questo meccanismo nocivo e lo stesso sarebbe per l’inquinamento che porterebbero le navi sulle tratte commerciali.

Greenpeace lotta contro poteri forti: per questo l’appoggio dell’Unione europea è tanto importante. Basti pensare che fra tutti i paesi del nord la Finlandia è l’unica ad aver appoggiato finora il progetto della creazione di un’area protetta. La Norvegia e la Russia si sono finora dette contrarie e la Russia, con l’incarcerazione degli attivisti di Greenpeace, ha dimostrato le sue reali intenzioni rispetto a questo argomento.

Orso polare - Greenpeace

Orso polare – Greenpeace

“Quello che accade nell’Artico ci riguarda tutti. Sono contentissima per questa notizia perché rappresenta un passo che potrà rilanciare il dibattito – ha commentato Sini Saarela, attivista finlandese di Greenpeace, membro degli Arctic 30, gli attivisti imprigionati per due mesi in Russia, aggiungendo – Chiedendo l’istituzione di un Santuario al Polo Nord, i parlamentari europei hanno risposto positivamente ai milioni d persone che vogliono che l’Artico venga protetto per il bene delle future generazioni”.

L’Artico rappresenta una zona di 2,8 milioni di chilometri quadrati di beni comuni globali. Sarebbe l’area protetta più grande al mondo, e salverebbe gli stock ittici, le specie che dipendono dai ghiacci e che vivono nelle acque fredde.

“L’Oceano Artico rimane la zona meno protetta del pianeta. Sembra straordinario che le nazioni che professano una forte etica di conservazione hanno completamente fallito nel proteggere zone tanto importanti della loro ‘casa’, ha scritto nel suo blog Neil Hamilton, Senior Political Advisor Polar per Greenpeace Norvegia.

La risoluzione, spiega Hamilton “Chiede inoltre misure per prevenire la pesca in alto mare Artico. Questo tipo di misure sono state respinte solo due settimane fa dai cinque paesi che controllano le acque. Non sono riusciti a garantire un accordo per limitare la pesca e semplicemente i paesi hanno chiesto di obbedire alle (inesistenti) regole. Vi è una chiara necessità di fare molto di più, prima che gli enormi pescherecci industriali si muovano”

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