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Nuovi attori nell’ecosistema artico
Anfipodi migrano dall’Atlantico al Mare Artico

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 19.12.2013

I biologi dell’ Alfred Wegener Institute , Centro Helmholtz per la ricerca polare e marina ( AWI ), hanno dimostrato per la prima volta  che gli anfipodi dal caldo Atlantico si riproducono ora nelle acque artiche ad ovest di Spitsberge . Gli scienziati hanno pubblicato le loro osservazioni sulla rivista Marine Ecology Progress Series. Le vittime principali di questa ” atlantificazione” potrebbero essere uccelli marini, pesci e balene. Il motivo è che questi anfipodi migranti i,  che  misurano  circa un centimetro, sono più piccoli dei corrispettivi artici e rappresentano quindi una preda meno nutriente. 

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Temisto compressa. Foto: Angelina Kraft, Alfred-Wegener-Institut

I ricercatori hanno scoperto le piccole creature migranti in alcune trappole sospese che utilizzavano per catturare alghe, escrementi o zooplancton galleggiante. “Tuttavia, fin dall’inizio abbiamo anche trovato diversi anfipodi nelle trappole. I contenitori dei campioni erano pieni fino all’orlo, soprattutto nei mesi estivi” , afferma la specialista di plancton della AWI,  Dr. Eva – Maria Nöthig.

Le catture hanno rapidamente dimostrato di essere un insieme di campioni prezioso, perché nel corso degli anni sono state registrate variazioni non solo nel numero di anfipodi catturati, ma anche nella composizione delle specie.
“Nei primi quattro anni le nostre catture consistevano esclusivamente di individui artici e subartici  di  Themisto Libellula e Themisto abyssorum . Abbiamo trovato esempi delle specie più piccole Themisto compressa , che è nativa dell’Oceano Atlantico nelle nostre trappole per sedimenti per  la prima volta nel luglio 2004. Erano evidentemente giunti a  nord durante una fase calda del West Spitsbergen Current ” , hanno spiegato gli scienziati.

Differenti Themisto a confornto.  Foto: Angelina Kraft, Alfred-Wegener-Institut

Differenti Themisto a confornto. Foto: Angelina Kraft, Alfred-Wegener-Institut

Ma l’evento si è poi rivelato non essere affatto eccezionale. Infatti durante gli anni successivi quella che era iniziata come un’eccezione si è trasformata in una regola. Da quel momento gli scienziati  hanno documentato sempre più esempi di Themisto compressa  atlantica in acque artiche, soprattutto nei mesi estivi. Nonostante questo, gli scienziati credevano che l’acqua fosse troppo fredda perchè questi animali si riproducessero. 

Ma nuove scoperte contraddicono questa ipotesi: “Le catture nei mesi di agosto e settembre 2011 contenevano femmine ovigere e giovani da poco usciti dal guscio delle specie atlantiche per la prima volta, inoltre nei mesi successivi siamo stati in grado di fornire la prova che gli  anfipodi migrano in tutte le fasi dello sviluppo, nonostante il fatto che la fase di riscaldamento del West Spitsbergen Current fosse già calmata” , ha spiegato Nöthig.

Gli scienziati hanno calcolato che era impossibile ipotizzare una fecondazione in atlantico e poi una migrazione “In considerazione di questi fatti, riteniamo che gli anfipodi atlantici si riproducono nelle acque dello Stretto di Fram orientale. Ciò significa che gli animali raggiungono la maturità sessuale qui e si riproducono qui”, dice Nöthig.

Come va letto il fenomeno?

“Sappiamo dalle nostre misurazioni a lungo termine nella Stretto di Fram e a Hausgarten così come dalla letteratura scientifica che ci sono sempre state fasi in passato in cui l’acqua atlantica relativamente calda si è spostata  a nord. Tuttavia, non siamo stati in grado di trovare una sola indicazione che le condizioni siano mai  cambiate così tanto da consentire la riproduzione degli anfipodi atlantici in acque artiche”, ha spiegato  Nöthig.

Gli scienziati non sanno ancora se gli “immigrati” ora continueranno la loro diffusione verso nord e se si contenderanno l’habitat con le due specie autoctone di anfipodi. Ma secondo gli scienziati, viste le piccole dimensioni di questi anfipodi, a farne le spese saranno le specie che si nutrono di essi.

 

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  • Alberto Zazza scrive:

    anche gli anfipodi risentono del clima. polo nord e Groenlandia nuovo habitat ma gli animali preesistenti cosa faranno?