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Nuovamente avvistata la presunta mamma foca monaca dell’Adriatico

Scritto da Marta Gaia Sperandii il 17.09.2013

Continuano gli avvistamenti delle foche monache nel nostro Paese. L’ultimo risale a qualche giorno fa in località Bagnole, una spiaggia dell’Istria.

Alcune foto ed un video ritraggono una foca mentre nuota a pochi metri dalla riva, per poi, pochi minuti dopo, dirigersi nuovamente a largo. Secondo Emanuele Coppola, responsabile del gruppo Foca Monaca Italia, si tratta di “una femmina adulta che viene seguita con regolarità da tempo ed è stata osservata in diverse occasioni durante tutta l’estate in varie località dell’Istria meridionale”. Non è però un soggetto qualunque: sempre secondo l’esperto, è probabile che proprio questo esemplare abbia dato luce al giovane individuo avvistato nei mesi scorsi nella laguna veneta.

Foca Monaca

In passato oggetto di caccia, questa specie, capace di spostamenti che si aggirano su distanze di 280 chilometri nel giro di pochi mesi, è stata dichiarata estinta in Italia negli anni 80. La popolazione attuale è stimata in circa 500 esemplari, distribuiti però su un vasto areale che gravita sull’area Mediterranea (in primo luogo Grecia e Turchia) e lungo le coste del Sahara Atlantico.

A livello istituzionale è stata avviata nel 2011 un’attività di monitoraggio nell’area delle Egadi da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente) che attualmente sta valutando il video contentente le immagini dell’ultimo avvistamento.

In maniera volontaria ed autofinanziata invece, Emanuele Coppola coordina da anni il lavoro del Gruppo Foca Monaca Italia, che in Croazia collabora con l’omologo Gruppo Foca Monaca guidato dalla Dottoressa Jasna Antolovic. Secondo gli esperti sarebbero presenti nei nostri mari più di un nucleo riproduttivo. Per il delicato momento biologico della riproduzione gli animali sono soliti scegliere luoghi estremamente riparati, preferibilmente grotte dove possono partorire ed allattare i cuccioli al riparo da elementi di disturbo. A questo proposito il responsabile del Gruppo Foca Monaca cita non soltanto le Egadi, ma anche l’arcipelago toscano, il golfo di Taranto, e nell’alto Adriatico la zona del Quarnaro, situata tra le coste dell’Istria Meridionale e quelle settentrionali dell’isola di Cherso. Proprio a quest’ultimo nucleo, la cui presenza è stata rinvenuta e studiata in collaborazione con i partner croati a partire dal 2005 ed è attualmente stimata da Coppola in 4 o 5 esemplari, farebbe capo l’esemplare recentemente avvistato a Bagnole.

Sebbene attività programmate di monitoraggio sulle coste siano spesso difficili, anche a causa di fattori climatici e ambientali, le segnalazioni negli ultimi anni sono sensibilmente aumentate.
Come spiega Coppola, “gli animali adulti, predatori attivi prevalentemente di notte, sfruttano le ore diurne per riposare. Diventa così possibile, con un pizzico di fortuna, avvistarle in zone anche abbastanza frequentate, mentre si rilassano in uno stato di parziale addormentamento, che alterna lenti spostamenti in galleggiamento ad immersioni in apnea”. Se però un comportamento del genere le rende facilmente visibili, per la gioia di turisti ed appassionati, è estremamente importante mantenere un comportamento rispettoso, evitando quindi di avvicinarsi troppo o di farsi notare, limitando la propria curiosità ma soprattutto tenendo a freno slanci emozionali, gridolini e via discorrendo. A chi invece capita di incontrarla in barca si consiglia di rallentare, o meglio spegnere il motore, aspettando che l’animale si allontani spontaneamente.
Quello che ci arriva dalla specie marina simbolo del Mediterraneo è un regalo: sarebbe quindi opportuno fare tutto il possibile per meritarcelo.

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