Indizi nella documentazione fossile artica suggeriscono che dai 3000 ai 5000 anni fa lo strato di ghiaccio in Groenlandia sia stato il più sottile degli ultimi 10mila anni.
Lo affermano gli scienziati che hanno studiato la storia della copertura glaciale utilizzando una nuova tecnica, sviluppata mediante l’analisi dei fossili artici.

Conchiglie dalla Groenlandia. Mediante questi fossili gli scienziati hanno messo a punto una nuova tecnica per determinare il periodo in cui i ghiacciai erano meno estesi degli attuali(Crediti: Jason Briner)
“E’ stato veramente interessante verificare che sulla Terra tra i 9.000 e i 5.000 anni fa l’atmosfera era più calda, come verso i 4.000 anni fa. In effetti, tra i 5.000 e i 3.000 anni fa anche gli oceani erano più caldi”, ha affermato Jason Briner, docente di Geologia all’Università di Buffalo, New York, che ha condotto lo studio.
“Quello che si è dedotto è che la copertura ghiacciata era in relazione con le temperature dell’oceano. E’ un indizio di ciò che potrebbe accadere in futuro qualora la Terra continui a riscaldarsi”.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geology.
Il team di Briner includeva Darrell Kaufman, geochimica della Northern University; Ole Bennick, tassonomo del Geological Survey di Danimarca e Groenlandia; e Matteo Kosnick, statistico della Macquarie University, in Australia.
Lo studio è interessante non solo perchè ripercorre la storia della calotta di ghiaccio della Groenlandia, ma anche perchè fornisce ai geologi un importante nuovo strumento: un metodo di utilizzazione dei fossili artici per dedurre quando i ghiacci sono stati più ridotti di oggi.
La tecnica sviluppata dagli scienziati riguarda fossili inglobati nei cumuli di detriti che si formano ai margini dei ghiacciai. Le masse di ghiaccio che avanzano agiscono infatti come bulldozer: spingono rocce, massi e altri detriti, che vanno a formare le ‘morene’.
Dato che i ghiacciai solcano il terreno, avanzando, man mano che crescono di volume, la logica impone che le rocce e i fossili trovati in una morena siano stati scavati dal terreno prima che il ghiacciaio aumentasse di volume, all’incirca verso i 3.000 anni fa.
Questo è quanto hanno potuto osservare gli scienziati in Groenlandia, esaminando 250 antichi gusci di molluschi trovati nelle morene in tre regioni occidentali e scoprendo che la maggior parte dei fossili aveva tra i 3.000 e i 5.000 anni.
Dalla scoperta si deduce che questo sia stato il periodo in cui l’estensione occidentale della calotta di ghiaccio era al suo minimo, dice Briner.
“Dato che possiamo vedere che la maggior parte delle conchiglie risale a 3-5.000 anni fa, pensiamo a ragione che questo sia stato il periodo in cui la terra era libera dai ghiacci, quando fu consentito l’accumulo degli strati di fango e di fossili, prima che il ghiacciaio si comportasse come un bulldozer”, spiega.
Poichè la datazione al radiocarbonio era costosa, Briner ha escogitato un nuovo metodo per datare i fossili.
La soluzione è stata quella di esaminare la struttura degli amminoacidi, i mattoni delle proteine, nei fossili degli antichi molluschi.
Gli amminoacidi sono disponibili in due orientamenti che sono immagini speculari uno dell’altro, conosciuti come D e L. Gli organismi viventi generalmente mantengono i loro aminoacidi in configurazione L.
Quando gli organismi muoiono, gli amminoacidi cominciano a cambiare. Nei molluschi morti le forme D dell’acido aspartico cominciano a cambiare in forme L.
Dal momento che questo cambiamento avviene lentamente nel tempo, il rapporto tra D ed L in un fossile è in rapporto alla sua età.
Sapendo questo, il team di ricerca di Briner ha confrontato i rapporti D ed L di 20 conchiglie di molluschi artici già datate al radiocarbonio allo scopo di sviluppare una scala di corrispondenza con determinate età.
I ricercatori hanno poi esaminato i rapporti D e L di acido aspartico nelle conchiglie di molluschi della Groenlandia per risalire all’età di questi fossili.
La datazione con amminoacidi non è nuova, ma applicandola allo studio dei ghiacciai potrebbe aiutare gli scienziati a capire meglio la storia del ghiaccio e i cambiamenti climatici sulla Terra.