Gaianews

Ghiacciaio antartico pari a metà dell’Italia si scioglierà nei prossimi 20 anni

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 15.01.2014

Un enorme ghiacciaio antartico, il Pine Island Glacier (PIG) è molto probabilmente destinato a sciogliersi nei prossimi decenni, in maniera irreversibile. E’ quanto scoperto da alcuni scienziati, che hanno individuato anche la causa, il riscaldamento dell’oceano su cui poggia il ghiacciaio, in parte marino e in parte di superficie.

Pine-Island-Glacier

La conclusione giunge da ben tre squadre diverse che hanno modellato il suo comportamento. Anche se la regione dovesse sperimentare condizioni molto fredde in futuro, secondo gli scienziati il ritiro continuerebbe. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Climate Change.

Questo significa che PIG è destinato a contribuire in maniera significativa all’aumento globale del livello del mare – con un ordine di  3,5 – 10mm nei prossimi 20 anni. PIG infatti ha dimensioni enormi, 160 mila km quadrati, pari ad oltre la metà della superficie dell’Italia.

“Si può pensare a PIG come ad una palla. Ora è stata presa a calci e non può che continuare a rotolare”, ha detto Hilmar Gudmundsson del British Antarctic Survey (BAS) alla BBC.

PIG è un ghiacciaio colossale, in grado di contenere qualcosa come il 20% di tutto il ghiaccio presente ad ovest del continente antartico.

Misurazioni da aerei e satelliti hanno registrato un assottigliamento marcato e un aumento della velocità di slittamento dei suoi ghiacci negli ultimi decenni.

La linea di terra – la zona in cui il ghiacciaio entra nel mare e galleggia – è indietreggiato di decine di km nello stesso periodo.

Gran parte di questo comportamento non è dovuto al riscaldamento dell’aria, bensì delle correnti oceaniche, che è come se stessero tagliando le gambe al ghiacciaio.

Una volta che le correnti oceaniche riversano acqua calda sotto il ghiacciaio, fanno erodere la piattaforma di ghiaccio galleggiante su cui poggia, rendendo l’intero equilibrio instabile, secondo i ricercatori.

La chiave per comprendere il comportamento di PIG è che una gran parte di esso si trova sotto il livello del mare, con il letto di roccia inclinato verso il continente.

Ciò può produrre un’architettura intrinsecamente instabile che potrebbe portare ad un irreversibile declino del ghiacciaio.

Solo lungo la Baia di Amundsen, nell’area dell’Antartide occidentale, PIG e altri grandi ghiacciai stanno attualmente riversando oltre 150 km cubi di ghiaccio all’anno nell’oceano.

Se le previsioni di Gudmundsson e colleghi sono corrette, PIG potrebbe ora portare ad un’accelerazione del tasso.

Le squadre scrivono nel loro documento ufficiale che “la perdita di massa del ghiacciaio PIG è aumentata sostanzialmente nel corso delle nostre simulazioni dal valore medio di 20 miliardi di tonnellate all’anno osservato per il periodo 1992-2011, fino ad oltre 100 miliardi di tonnellate anno, pari ad un livello di innalzamento del livello marino nel corso dei 20 anni di 3,5 -10mm”. A titolo di confronto, i dati satellitari più recenti hanno suggerito che l’Antartide occidentale nel suo complesso stava contribuendo a circa un terzo di un millimetro l’anno all’innalzamento del livello del mare.

Diverse spedizioni sono attualmente in Antartide per effettuare nuove misure attraverso la superficie del ghiacciaio e nelle acque in cui esso scorre, per verificare sperimentalmente l’evoluzione del ghiacciaio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA