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L’Aquila, appalto da 6 milioni per una seggiovia. Ambientalisti: “Illegale”

All'Aquila appalto da 6 milioni di euro approvato in sordina senza le obbligatorie valutazioni di impatto ambientale

Scritto da Federica di Leonardo il 23.05.2014

Qualche settimana fa, durante una puntata di Servizio Pubblico, Sabina Guzzanti sosteneva che a L’Aquila non esiste più democrazia perchè i cittadini non sanno più cosa significhi partecipazione. Eppure da qualche settimana il territorio aquilano è attraversato da una nuova agitazione e la causa è lo stanziamento di 6 milioni di euro per la costruzione di una nuova seggiovia. Il progetto, voluto dal sindaco Cialente nell’ambito del famoso “protocollo Letta” (voluto da Gianni Letta zio, ex Sottosegretario al Consiglio dei Ministri dei governi Berlusconi),  è fortemente avversato da una cordata di quasi 30 associazioni ambientaliste che ne criticano la legalità e la sensatezza.

seggiovia l'aquila

Interpretare il posto in cui si vive, dargli un senso in cui riconoscersi, è il campo da gioco di una discussione dai toni a volte aspri che ha come scenario devastante una città ancora in macerie a 5 anni dal terremoto. Dentro la partita i giocatori di un’economia depressa, lavoratori che temono di perdere il lavoro part time, e disoccupati che sperano che qualcosa arrivi a tirarli fuori dalle sabbie mobili. Una situazione in cui le promesse allettano facilmente  e gli errori sul lungo periodo possono costare caro.

L’oggetto del contendere è la costruzione di una nuova seggiovia,  “Campo Imperatore-Osservatorio”. Una seggiovia in quella zona esiste già, ed ha subito lavori di miglioramento poco tempo fa. Ora però se ne vuole costruire una nuova che sia in grado di condurre in pista più sciatori, per un appalto da 6 milioni di euro. Perciò il Centro Turistico del Gran Sasso SpA, Società del Comune dell’Aquila, ha pubblicato il bando per concedere l’appalto.

E qui entra in gioco il Coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo 2014, che riunisce 29 associazioni e movimenti per la tutela dell’ambiente solo abruzzesi: il progetto non è stato discusso, non è stato reso pubblico, è stato presentato alla chetichella e, cosa ancora più grave, e oggi accertata, non è stato sottoposto alle valutazioni ambientali (VIA e VINCA) necessarie  perchè fosse lanciata la gara d’appalto.

Ma quali sono le criticità del progetto? La seggiovia, oltre a sostituire una già esistente con un tracciato che il Sindaco Cialente dice essere a 10 metri dalla prima, ma che il Comitato sostiene, dopo aver visto i progetti e riportato le carte, essere a 100 metri, si sovrapporrebbe completamente  alla Stazione di Ricerca a Lungo Termine del Gran Sasso che si occupa di monitorare flora e fauna. Tanto che la Rete LTER-Italia, inserita in un progetto di monitoraggio su scala globale, ha evidenziato in un documento “l’inevitabile impatto di tale opera sulle attività di ricerca a lungo termine svolte”, ricordando che “le preziose e lunghe serie di dati accumulati in tale sito LTER (trent’anni di dati sulla vegetazione e dieci sugli uccelli) sarebbero irrimediabilmente compromesse da un’alterazione dell’ambiente circostante”.

mappa progetto seggiovia protocollo letta

In rosso: Area di ricerche ecologiche a lungo termine LTER Italia
In blu a tratto continuo: Seggiovia “Fontari-Campo Imperatore” (esistente)
In blu a tratto discontinuo: Seggiovia “Campo Imperatore-Osservatorio” (in progetto)

Secondo il Coodinamento degli ambientalisti “occorre dare ampia pubblicità al progetto ed ai relativi Studi di Valutazione di Impatto e di Incidenza Ambientale, in modo che tutti possano valutarne le implicazioni. Invece, fino ad ora, gli elaborati progettuali non sono stati inviati neppure all’Ente del Parco Nazionale del Gran Sasso ed al Corpo Forestale dello Stato (responsabile della Stazione LTER), né tanto sono stati resi pubblici gli Studi di VIA e di VINCA”.

Ad oggi sembra che l’amministrazione comunale abbia dichiarato che gli studi ci sono, ma devono essere ultimati: la procedura resterebbe comunque non legale visto che gli studi andavano condotti preventivamente alla pubblicazione dell’appalto. A questo proposito, dichiara Bruno Petriccione del Coordinamento EmergenzAbruzzo: “Forse, visto che l’appalto è stato reso pubblico con queste modalità, forse qualcuno, nella Polizia Giudiziaria o nelle Autorità Giudiziarie, dovrebbe indagare sui motivi di un bando di gara europeo da 6 milioni di euro fatto in tutta fretta, senza VIA e non rispettando le procedure di legge”.

La questione però non riguarda soltanto la seggiovia, ma l’intero progetto del “Protocollo Letta”, basato su una logica di sviluppo che richiede nuove infrastrutture, nuove strutture di ricezione, nuovi impianti da sci, su un Appennino nel quale tutte le previsioni scientifiche accreditate danno un aumento delle temperature e una diminuzione ulteriore delle giornate di neve.

A questa visione gli ambientalisti propongono alternative basate sul turismo di natura, con la rinaturalizzazione di alcuni luoghi e la messa in sicurezza  dal punto di vista idrogeologico di altri e con la conseguente creazione di posti di lavoro.

Al Sindaco Cialente la proposta alternativa non piace e le risposte sono rilasciate ai giornali locali sono state aggressive: “io andrò avanti e se c’è chi, per motivi politici o clientelari, non si riconosce nel programma di governo, tra l’altro elaborato attraverso assemblee pubbliche, dica chiaramente alla città che sta lavorando per bloccare lo sviluppo turistico del nostro territorio”, ha dichiarato il Sindaco a Primadanoi.it, annunciando anche una citazione per danni nei confronti “di chi lavorerà, attraverso ricorsi ed esposti, per bloccare l’avvio dei lavori. Stiamo parlando di progetti che molti di quei sedicenti ambientalisti non hanno neppure visto. Di cose che non conoscono. Se non riusciremo a fare la nuova seggiovia salterà tutto il piano con Invitalia. La stagione non potrà ripartire e non resterà altro da fare che licenziare i dipendenti del Centro turistico, che a quel punto dovrà chiudere i battenti con conseguenze gravissime anche per il comprensorio di Assergi. Basta dar voce ai pochi soliti noti che non rappresentano nulla e nessuno.” 

Non si tratta di dare giudizi di merito: un progetto è basato sullo sviluppo di costruzioni e cemento sul potenziamento del turismo invernale, l’altro sui posti di lavoro che tutelano beni e servizi ecosistemici e sul turismo di natura. La differenza è che, questa volta grazie agli ambientalisti, scegliere l’uno o l’altro potrebbe essere una questione di democrazia e legalità.

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