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Pipistrelli, importanti per l’uomo ma spesso dimenticati

Ogni anno, nel mondo, il settore agricolo risparmia milioni di dollari grazie al ruolo di insetticida naturale che svolgono i pipistrelli. Si tratta di uno dei punti fondamentali del perché è indispensabile una loro tutela per l’ecosistema

Scritto da Valeria Gatti il 13.11.2012

Si sta per concludere The year of the bat, L’anno del pipistrello. Inoltre, la Convenzione sulle Specie migratrici dell’UNEP e l’Accordo europeo per la tutela dei pipistrelli (EUROBATS) celebrano il 2012 come Anno Internazionale del pipistrello, appena dopo il trascorso 2011, Anno Europeo del pipistrello. Scopriamo quali sono le novità emerse, alla luce di quanto sta accadendo anche negli Stati Uniti. Quanto davvero conosciamo questi animali? Come sta la loro salute oggi? Lo chiediamo al professor Dino Scaravelli, zoologo ed esperto in materia di chirotteri.

Myotis capaccinii Foto: Joxerra Aihartza Fonte: Wikipedia

Quella che si sta concludendo è parte di un’ampia iniziativa che mira a far conoscere su scala globale i chirotteri e a comprendere il ruolo fondamentale che questi animali svolgono per l’ambiente, non di meno a sensibilizzare il pubblico affinché i piccoli mammiferi volanti vengano tutelati. M’ammalia quest’anno ha visto partecipi anche loro in Italia. Si sono infatti appena conclusi, durante la settimana dedicata ai mammiferi, una serie di appuntamenti che hanno visto i pipistrelli tra i protagonisti, con, ad esempio, a Udine “I Pipistrelli friulani: la verità oltre miti e leggende” e “Un pipistrello per amico”, incontri condotti dallo zoologo Paolo Agnelli. E ancora “Che relazione c’è tra la mano dell’uomo, l’ala del pipistrello e la pinna della balena?”

Ma di pipistrelli si inizia a parlare, oltre che in termini di biodiversità, anche in termini economici . Ogni anno, nel mondo, il settore agricolo risparmia milioni di dollari grazie al ruolo di insetticida naturale che svolgono i pipistrelli. Si tratta di uno dei punti fondamentali del perché è indispensabile una loro tutela per l’ecosistema. Ma non è l’unico. Questi piccoli mammiferi si nutrono di insetti nocivi da una parte, e dall’altra contribuiscono alla dispersione dei semi e all’impollinazione delle piante. E non dimentichiamo il valore del loro guano. Tutto ciò è sinonimo di tutela della biodiversità. Un calo di numero dei chirotteri su scala mondiale rappresenterebbe una perdita notevole a livello monetario, ma anche di salute dell’ambiente e quindi dell’uomo.

Lo sanno bene gli Stati Uniti. Secondo un articolo riportato sulla rivista Science, la mancanza di pipistrelli in nord America, potrebbe portare a perdite economiche in agricoltura che si stimano intorno ai 3,7 miliardi di dollari l’anno. Per questo motivo gli Stati Uniti si stanno mobilitando affinché vengano spese energie e sforzi per educare le persone e i politici riguardo l’importanza ecologica ed economica che i pipistrelli insettivori rappresentano, e nel fornire così soluzioni pratiche per la loro conservazione.

Nel nord-est degli Stati Uniti, in particolare, i pipistrelli stanno patendo due grandi minacce. In primo luogo, soffrono di quella che viene definita white-nose syndrome (WNS), la sindrome dal naso bianco, una nuova malattia infettiva che colpisce i mammiferi durante il letargo, causata da un fungo scoperto di recente, il Geomyces destructans.

L’altra grave minaccia è rappresentata dalle pale eoliche. Parecchie specie di pipistrelli migratori che vivono sugli alberi sono stati uccisi in gran numero dalle pale eoliche attraverso il continente. Come mai queste specie siano particolarmente suscettibili alle turbine  rimane un mistero. Non esiste ancora infatti un sistema di monitoraggio per determinare i decessi della fauna che avvengono a causa delle turbine eoliche, per cui il numero di pipistrelli uccisi rimane ancora difficilmente determinabile.

Tuttavia, si stima che entro il 2020, un numero compreso tra i 33 e i 111 mila pipistrelli verrà ucciso annualmente a causa degli impianti del vento nell’area delle Highlands degli stati del Medio-Atlantico. Le conseguenze di una tale perdita di chirotteri sono sostanziali. Si è stimato che una singola colonia di 150 grandi pipistrelli marroni dell’Indiana, secondo quanto riporta Science, mangia circa 1,3 milioni di insetti nocivi ogni anno. Si tratta di circa 4/8 grammi di insetti che ogni pipistrello mangia ogni notte, durante la stagione attiva.

In Texas, il valore dei pipistrelli per l’agricoltura si è stimato essere di circa 22,9 miliardi di dollari l’anno. Le stime tengono conto della riduzione dei costi dei pesticidi, di cui non c’è più necessità se vi sono pipistrelli, ma non includono ancora l’impatto negativo dei pesticidi sull’ecosistema. Il problema delle pale eoliche si appresta ad essere un fattore cronico, una questione “a lungo termine”. Mentre quello della sindrome WNS sembra avere causato rapidi declini di massa nella popolazione dei pipistrelli in letargo nel nord-est degli Stati Uniti durante gli ultimi quattro anni.

Se la mortalità dei pipistrelli, causata anche da questi due fattori, continuerà indisturbata, ci si possono aspettare notevoli perdite economiche nell’agricoltura americana, nel corso dei prossimi 4 o 5 anni, secondo quanto riporta Science. Le soluzioni andrebbero dunque ricercate nello studio e nella diagnosi da effettuare per frenare la prima fase della sindrome connessa al fungo e per fermare la diffusione di questo nell’ambiente da una parte e nel regolare la distribuzione delle pale eoliche sul territorio dall’altra. I pipistrelli sono tra gli animali non domestici più trascurati, nonostante la loro importanza economica sia enorme. Per questo e per altri motivi è fondamentale accrescere la consapevolezza di questi insettivori tra il pubblico, i politici e gli scienziati.

Anche se l’impatto economico causato dalla morte dei pipistrelli a seguito della sindrome WNS sembra essere limitato agli Stati Uniti, in Europa non sono da escludere decessi legati alle turbine eoliche. Su scala internazionale vi sono organizzazioni, uffici governativi, ambientalisti e singoli appassionati che hanno dato il proprio sostegno e supporto in azioni di sensibilizzazione e iniziative mirate alla conservazione dei chirotteri. In Italia, uno tra questi è il professore Dino Scaravelli. A lui abbiamo fatto una breve intervista sulla situazione dei chirotteri.

Domanda: Si sta chiudendo l’anno del pipistrello, cosa è emerso?

Dino Scaravelli: In Europa, per quanto riguarda la situazione dei pipistrelli oggi, ci si avvia verso una maggiore conoscenza in materia. Da un lato si sta migliorando la sensibilità sull’argomento, dall’altro si percepisce più forte il pericolo di estinzione, per questo si sta cercando di avviare un lento recupero della popolazione. Il fungo ha effettivamente ucciso molte specie, causando gravi ripercussioni.

D: I pipistrelli sono dunque a rischio estinzione in Europa, visto che l’Unione mondiale per la conservazione della natura, Iucn, parla del 20% delle specie minacciate di estinzione?

D.S.: L’estinzione è un rischio. Oggi, tra l’altro, stiamo ancora recuperando i danni causati negli anni’70 dal DDT e derivati. Ma la situazione sta lentamente migliorando, grazie anche a due anni di iniziative che hanno visto protagonisti i piccoli mammiferi e grazie anche ad associazioni come Girc (gruppo italiano ricerca chirotteri) e a persone che si impegnano in prima persona per la loro tutela. La direttiva europea “Habitat” parla di 13 specie di particolare rilevanza per la conservazione. Anche se in Italia i pipistrelli sono protetti dal 1939, quando si diceva che i pipistrelli erano utili sia per l’agricoltura che per la sanità pubblica.

D: L’Italia in particolare piace ai pipistrelli, visto che ne ospita ben 34 specie, ma la metà a rischio estinzione. Le casette  bat-box possono essere utili?

D.S.: In tutt’Italia ci sono molti pipistrelli, persino se si va in centro a Milano, sotto le tegole e i cornicioni. Il fatto è che il pipistrello è neofobico, ha paura della novità, per cu anche se si comprano le casette, se non vi sono le condizioni adatte difficilmente verrà ad abitarvi. Ci vuole tempo. Inoltre bisogna ricordare che il pipistrello mangia le zanzare ma non è un insetticida, non abbassa il numero delle zanzare tigri!

D: Il loro guano è di notevole importanza, soprattutto per nutrire la terra. Dal guano si possono imparare molte cose anche sull’evoluzione dell’uomo. Cosa si sa osservando quello dei pipistrelli?

D.S.: Sì, il guano è un concime fantastico. Dal guano del pipistrello mi è capitato di ricavare dati riguardanti la contaminazione ambientale. Essendo parte di una catena alimentare corta, si possono vedere chiaramente le sostanze inquinanti. Nel guano si osserva un concentrato accumulatosi nello spazio e nel tempo di inquinanti pericolosi per l’uomo, come è stato, per esempio, con l’arsenico ritrovato anni fa nel guano di pipistrelli che vivevano in alcune zone dell’Alto Adige. Da cui poi si sono prese misure per la tutela dell’uomo.

 

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  • Alessandra Tavelli scrive:

    Sono una sostenitrice dell’utilità di queste magnigiche creature, da sempre. Un bellissimo articolo, complimenti.