Non esiste memoria d’uomo che ricordi le tartarughe Caretta caretta nidificanti nel medio Adriatico. E invece succede di nuovo in questi giorni, a Roseto degli Abruzzi, Teramo, dopo un secolo, che una tartaruga nidifichi nel bel mezzo di una spiaggia, a due passi dagli ombrelloni, e che ben 15 tartarughine, uscite dal guscio, prendano il largo.
Un caso? Un miracolo? Sta di fatto che in quel tratto di mare, dal 2010 è stata istituita una nuova area marina protetta, quella della Torre del Cerrano. E questa delle tartarughe, seppure notizia eccezionale, non è la prima. GIà l’anno scorso cavallucci e stelle marine erano tornati ad abitare le acque e, incredibilmente, anche delfini, che l’anno scorso sono stati immortalati mentre nuotavano fra i bagnanti.

Ma la natura pare rirprendersi i suoi spazi in maniera vigorosa alla Torre del Cerrano. Infatti nei giorni scorsi un piccolo di Caretta caretta è stato trovato fra gli scogli vicino alla spiaggia da un signora di nome Giulia. La signora ha prontamente allertato le autorità competenti, tutto si è mosso secondo le regole e a meraviglia, e non solo la tartarughina è stata tratta in salvo, ma è stato identificato il sito di nidificazione, nel bel mezzo degli ombrelloni e fra i bagnanti.
Nei giorni successivi altre tartarughine hanno raggiunto il mare e ora la zona è recintata e presidiata in attesa che magari qualche altra piccola creatura si apra alla vita e prenda il largo.
L’evento è monitorato strettamente dal Centro Studi Cetacei Onlus e dall’AMP Torre del Cerrano.
“Per comprendere appieno l’importanza dell’evento, va ricordato che le tartarughe marine sono una specie in via d’estinzione tanto quanto i panda. Questi fattori dipendono sopratutto dalle predazioni delle uova e dei piccoli nati che tentano di raggiungere la spiaggia, sono inoltre sottoposte allo sfruttamento per scopi alimentari ed artigianali, nelle catture occidentali e all’inquinamento.” spiegano dall’area marina protetta in un comunicato.

“A memoria non si ricorda una deposizione di uova di tartarughe in una zona così antropizzata, piena di bagnanti, dove transitano anche ruspe – ha detto Vincenzo Olivieri, veterinario che ah seguito le operazioni – E’ da ritenere che si tratti di una femmina nata circa 20 anni fa nello stesso luogo, oppure di una deposizione avvenuta casualmente”.
Oggi è intervenuta l’ordinanza sindacale che interdice l’area e predispone un presidio permanente in attesa della schiusa. “Le azioni di conservazione messe in atto dall’AMP stanno portando benefici a questa specie – ha evidenziato il Presidente dell’AMP Benigno D’Orazio. – Proseguiremo con determinazione nella nostra attività di prevenzione e educazione ambientale, affinché quello che oggi è un evento eccezionale possa tornare ad essere abituale”.
Mentre le autorità spiegano che il sito non va disturbato e che le uova non vanno assolutamente toccate, si è allestito un numero verde che si può chiamare nel caso in cui si trovassero altre tartarughine o altre uova, si tratta del numero 1530. La catena operativa sarà pronta a reagiore in maniera efficace e coordinata, così coem avvenuto per la prima tartarughina e per le sue sorelel ancora nelle uova.
“Un episodio che dimostra quanto la natura abbia ancora da offrire e quanto sia importante controllare la gestione delle nostre coste e lo sfruttamento degli ecosistemi marini” conclude il comunicato dell’area marina protetta della Torre di Cerrano.