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Roseto degli Abruzzi: si schiudono 15 uova di Caretta caretta,
non succedeva da un secolo

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 16.09.2013

Non esiste memoria d’uomo che ricordi le tartarughe Caretta caretta nidificanti nel medio Adriatico. E invece succede di nuovo in questi giorni, a Roseto degli Abruzzi, Teramo, dopo un secolo, che una tartaruga nidifichi nel bel mezzo di una spiaggia, a due passi dagli ombrelloni, e che ben 15 tartarughine, uscite dal guscio, prendano il largo.

Un caso? Un miracolo? Sta di fatto che in quel tratto di mare, dal 2010 è stata istituita una nuova area marina protetta, quella della Torre del Cerrano. E questa delle tartarughe, seppure notizia eccezionale, non è la prima. GIà l’anno scorso cavallucci e stelle marine erano tornati ad abitare le acque e, incredibilmente, anche delfini, che l’anno scorso sono stati immortalati mentre nuotavano fra i bagnanti.

Caretta  caretta

Ma la natura pare rirprendersi i suoi spazi in maniera vigorosa alla Torre del Cerrano. Infatti nei giorni scorsi un piccolo di Caretta caretta è stato trovato fra gli scogli vicino alla spiaggia da un signora di nome Giulia. La signora ha prontamente allertato le autorità competenti, tutto si è mosso secondo le regole e a meraviglia, e non solo la tartarughina è stata tratta in salvo, ma è stato identificato il sito di nidificazione, nel bel mezzo degli ombrelloni e fra i bagnanti.

Nei giorni successivi altre tartarughine hanno raggiunto il mare e ora la zona è recintata e presidiata in attesa che magari qualche altra piccola creatura si apra alla vita e prenda il largo.

L’evento è monitorato strettamente dal Centro Studi Cetacei Onlus e dall’AMP Torre del Cerrano.

“Per comprendere appieno l’importanza dell’evento, va ricordato che le tartarughe marine sono una specie in via d’estinzione tanto quanto i panda. Questi fattori dipendono sopratutto dalle predazioni delle uova e dei piccoli nati che tentano di raggiungere la spiaggia, sono inoltre sottoposte allo sfruttamento per scopi alimentari ed artigianali, nelle catture occidentali e all’inquinamento.” spiegano dall’area marina protetta in un comunicato.

Nido Caretta caretta

 

 “A memoria non si ricorda una deposizione di uova di tartarughe in una zona così antropizzata, piena di bagnanti, dove transitano  anche ruspe – ha detto Vincenzo Olivieri, veterinario che ah seguito le operazioni – E’ da ritenere che si tratti di una femmina nata circa 20 anni fa nello stesso luogo, oppure di una deposizione avvenuta casualmente”.

Oggi è intervenuta l’ordinanza sindacale che interdice l’area e predispone un presidio permanente in attesa della schiusa. “Le azioni di conservazione messe in atto dall’AMP stanno portando benefici a questa specie – ha evidenziato il Presidente dell’AMP Benigno D’Orazio. – Proseguiremo con determinazione nella nostra attività di prevenzione e educazione ambientale, affinché quello che oggi è un evento eccezionale possa tornare ad essere abituale”.

Mentre le autorità spiegano che il sito non va disturbato e che le uova non vanno assolutamente toccate, si è allestito un numero verde che si può chiamare nel caso in cui si trovassero altre tartarughine o altre uova, si tratta del numero 1530. La catena operativa sarà pronta a reagiore in maniera efficace e coordinata, così coem avvenuto per la prima tartarughina e per le sue sorelel ancora nelle uova.

“Un episodio che dimostra quanto la natura abbia ancora da offrire e quanto sia importante controllare la gestione delle nostre coste e lo sfruttamento degli ecosistemi marini” conclude il comunicato dell’area marina protetta della Torre di Cerrano.

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