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Studio italiano scopre nuove sostanze benefiche nel mirtillo coltivato

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.08.2011

MirtilliNel mirtillo, e in particolare quello più facilmente reperibile nei nostri supermercati, ossia quello coltivato, sono presenti molte sostanze risultate utili contro le malattie tipiche della vita occidentare: cancro e malattie cardiovascolari. Ora uno studio italiano ha scoperto una nuova classe di flavonoli presenti in questi frutti di bosco. I risultati sono stati pubblicati su Journal of food composition and analysis.

I mirtilli, oltre ad essere fonte di composti bioattivi utili come le antocianine, contengono altre sostanze molto preziose: i flavonoli glicosidi, in particolare la quercetina, una classe di composti naturali noti per le loro proprietà antiossidanti, anticancerogene e di protezione dalle malattie coronariche. Lo hanno scoperto i ricercatori presso i laboratori dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Lo studio, durato quattro anni e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, è stato scritto da Urska Vrhovsek, Domenico Masuero, Luisa Palmieri e Fulvio Mattivi e riguarda l’identificazione e la quantificazione dei flavonoli glicosidi nelle varietà coltivate di mirtillo.

“Abbiamo scoperto -spiega Urska Vrhovsek, ricercatrice del Dipartimento Qualità Alimentare e Nutrizione del Centro ricerca e innovazione – che il mirtillo coltivato è del tutto simile nella composizione al mirtillo di bosco. Può contenere in media circa 200 mg/kg di una complessa miscela contenente fino a 23 diversi flavonoli. Una singola porzione di mirtilli (150 grammi), fornisce quindi in media 30 milligrammi di flavonoli, ossia due-tre volte superiore a quelli che vengono giornalmente assunti nella dieta occidentale. Questo significa che il mirtillo coltivato è in assoluto una tra le fonti più concentrate di flavonoli glicosidi nella dieta umana”.

I ricercatori hanno utilizzato nove diverse varietà di particolare interesse commerciale e agronomico per il Trentino: Augusta, Brigitta Blue, Chandler, Duke, Elliot, Hardyblue, Legacy, Simultan, provenienti da diversi paesi europei tra cui Italia, Polonia, Romania, Germania, ma anche Stati Uniti e Australia.

Le piante sono state coltivate in trincee di 50 centimetri di profondità, foderate con tessuto permeabile e servite da un sistema di fertirrigazione a goccia. Le bacche sono state raccolte manualmente, immediatamente raffreddate e trasportate nel laboratorio di metabolomica, dove gli estratti sono stati analizzati con strumentazioni d’avanguardia, come la spettrometria di massa ad alta risoluzione.

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